martedì 30 giugno 2009

La poesia: che funzione può avere?

Molte persone possono dirmi: "hai fatto la domanda da un milione di euro, quale può essere la funzione della poesia oggi?". Molti letterati, nelle varie epoche, hanno cercato di dare una risposta a questo grande interrogativo: c'è chi vedeva nella poesia una funzione politica, chi la vedeva una semplice forma di comunicazione, chi diceva "art for art's sake"... insomma, è davvero difficile tracciare un quadro sulla funzione sociale che può avere avuto la poesia nei vari secoli.
Quello che più semplicemente vorrei far notare in questa sede è che ormai il genere poetico sembra essere lasciato un pò ai margini della produzione letteraria: la poesia, quel genere che richiede tempo, meditazione, concentrazione, letture su letture, ormai non è più al centro dell'attenzione, anzi. I lettori non hanno più tempo per fermarsi a riflettere sulla poesia. Credo sia anche questo il motivo per il quale, recentemente, assistiamo al boom dei romanzi: questi, infatti, sono più appetibili, non richiedono la concentrazione e le varie riletture che comportano le poesie.
In un mondo nel quale siamo bombardati di informazioni, dunque, non siamo più portati a fermarci a riflettere. I tempi sono cambiati rispetto a quando scrivevano i grandissimi della nostra letteratura: prima c'era tempo per riflettere, adesso non c'è più. Allora la domanda cambia: non dobbiamo più chiederci qual'è la funzione della poesia, ma dobbiamo chiederci se la poesia debba cambiare linguaggio, figure retoriche e le caratteristiche formali. Cercherò di fare delle considerazioni su questo nel prossimo intervento.

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